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Nardone: tre libri, mille cose da dire

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di Igor Traboni – Tre libri di successo, l’ultimo dei quali “La destra che vorrei”, con prefazione di Francesco Storace, verrà presentato lunedì 9 marzo a Como  (auditorium di Espansione Tv, ore 20.45) alla presenza dello stesso leader de La Destra. Tre libri  – ci sono anche “Ti odio da morire” e “Il predestinato” – che portano la firma di Alessandro Nardone. Giovane autore, origini ciociare ma dall’infanzia trapiantato in Lombardia, tra Como e Campione d’Italia, un lavoro nel settore del marketing e della comunicazione, una famiglia stupenda e una bambina da crescere, la politica come passione (è stato anche consigliere comunale nella città lariana e segretario regionale de La Destra) e tanti progetti in cantiere.

Ma allora Nardone, dove lo trovi il tempo per scrivere?

“Diciamo che mi muove una grande passione per quello che faccio. Poi lavoro nella comunicazione e dunque molti argomenti si intrecciano. E inoltre, oramai alla notte dormo poche ore!”

Tre libri e tre argomenti diversi. A quale sei più affezionato?

“Direi il primo. Un po’ perché il primo amore non si scorda mai e un po’ perché ero in un momento assai particolare della mia vita, dopo una forte delusione sentimentale. E infatti ‘Ti odio da morire’ è in parte anche autobiografico. Nel libro sulla destra c’è tutto il mio impegno politico, una passione nata quando avevo 14 anni e che penso non morirà mai. ‘Il predestinato’ credo rappresenti invece la prova di maturità letteraria. E sta andando bene, con molte presentazioni ovunque”.

A chi piace un libro, che potremmo anche definire come una sorta di spy story se il termine non fosse fin troppo abusato, come Il Predestinato?

“Ad un pubblico molto eterogeneo, dal ragazzo al 70enne. Me ne accorgo anche dall’interesse, dalle domande che fanno alle presentazioni. Se parlo di cose per me tutto sommato elementari, come ad esempio lo ‘spionaggio’ che subiamo con Google Maps, la gente resta esterrefatta. E così succede anche se parlo dell’intelligence, che è solo un tassello della politica, americana e no. Delle leve che governano il mondo, di quelle che sono le vere eminenze grigie e decidono, molto più di chi siede in un Parlamento. Del Datagate che è un po’ la metafora di quello che accade oggi, anche se Orwell lo capì 40 anni fa. Delle informazioni che ci passano per orientarci. Che ci hanno dato internet e i telefonini e ne siamo tutti felici, ma che in realtà proprio così ci controllano meglio. Che facebook è un grande fratello. E che però abbiamo paura di ammettere tutto questo perché in fondo abbiamo paura, anche di essere perseguiti. Fino ad arrivare ai collegamenti con il terrorismo internazionale e quindi con l’11 settembre che di fatto ha segnato l’inizio della terza guerra mondiale, anche se in pochi lo ammettono. Che poi, basta leggere i libri di storia: i Saraceni in Vaticano, a tagliare le gole agli ‘infedeli’, ci sono già stati”.

Temi ‘alti’, come quelli politici di cui diremo tra poco. Ma i giovani, li vedi interessati?

“Certo. Vengono alle presentazioni grazie al veicolo della Rete, di internet, un mezzo eccezionale se utilizzato bene. E poi scrivono mail, sono incuriositi, affascinati da certi temi. E molti mi mandano cose che hanno scritto loro, mostrando grande maturità. Come nel caso di una 17enne che ora ho iniziato anche a seguire come una sorta di agente letterario”

Intanto “Ti odio da morire” è diventato un caso letterario…

“Sì, ha totalizzato qualcosa come 100.000 downloads da iBooks, e migliaia di recensioni positive da parte dei lettori. Tanto che è rimasto in vetta alla classifica dello store di Apple per ben 47 giorni consecutivi”
Ed eccoci a “La destra che vorrei”, oramai una sorta di manifesto generazionale, ripubblicato in versione aggiornata da Youcaprint.it. Come sta andando?

“Non dovrei essere io a dirlo, ma sta andando davvero forte. Non riesco nemmeno a tener testa a tutti gli inviti che ricevo per presentarlo in giro per l’Italia. Anche perché non si tratta di una presentazione classica: partiamo dal libro per parlare poi della destra, di quello che ha fatto e non ha fatto, di quello che c’è da fare e da dare a questa Italia. Ed è così, con il dibattito che seguirà, che faremo anche a Como con Francesco Storace. L’evento inoltre sarò diffuso in diretta streaming e anche sul Giornale d’Italia tra qualche giorno daremo le coordinate per seguirlo”

E nel cassetto di Alessandro Nardone cosa c’è?

“Di certo non intendo fermarmi a questi tre libri. Ho già in mente, ad esempio, un seguito del Predestinato. Mentre, per quello già uscito, ci saranno sorprese importanti già nel giro di poche settimane. Ne riparleremo”.

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Storace presenta “La destra che vorrei”

Per leggere la prefazione di Francesco Storace, clicca qui

Alessandro Nardone - La destra che vorrei

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Alessandro Nardone ed il suo “La destra che vorrei” fanno il pieno a Savona

Ha riscosso un ottimo successo di pubblico l’incontro – organizzato dalla segreteria provinciale de La Destra – con Alessandro Nardone che, all’Hotel Rivera Suisse di Savona, ha presentato il suo “La destra che vorrei”, saggio politico grazie al quale è stato identificato come il “rottamatore del centrodestra”.

La serata si è aperta con la proiezione del nuovo booktrailer del libro, un video molto coinvolgente, nel quale si viene letteralmente travolti da immagini e suoni, che vanno da Fini, Berlusconi e la Minetti – evidente rappresentazione della decadenza di quest’ultimo scorcio di centrodestra – a cui hanno fatto da contraltare Jovanotti, Fabri Fibra, Vasco Rossi, i Muse e Simone Tomassini per quanto riguarda la musica, per poi passare a flash di film come Rocky, Fight Club, Il Gladiatore, Matrix e L’attimo fuggente per arrivare, infine, a stralci di discorsi di grandi della storia come Kennedy (“Non chiedetevi cosa la Nazione puo’ fare per voi, ma cosa voi potete fare per la vostra Nazione”), Martin Luther King (“Io ho un sogno”), Giorgio Almirante (“I valori sono la bandiera della mia vita”), Steve Jobs (“Siate affamati, siate folli”) e Karol Wojtyla (“Non abbiate paura!”), tutto concentrato in poco più di tre minuti.

Nardone, intervistato dall’esponente de La Destra Christian De Stefano, ha parlato per oltre un’ora e mezza, coinvolgendo costantemente il pubblico in merito all’evoluzione della destra italiana dai tempi di Tangentopoli alle tristi vicende dei giorni nostri. “Fini ha rappresentato un’enorme delusione – ha affermato l’autore – ha tradito il suo popolo per inseguire avidamente il potere, distruggendo la casa comune della destra. Questo non potremo mai perdonaglielo”, e poi quello che nel suo libro definisce l’altro Co-Affondatore del centrodestra, Silvio Berlusconi: “Sceso in campo come alternativa ad un sistema marcio e corrotto ha finito, in una sorta di nemesi, per diventare l’emblema stesso di un sistema altrettanto inviso alla gente”.

Infine, il suo presente, e la scelta di abbandonare il Pdl e passare a La Destra di Francesco Storace: “Certamente una scelta di cuore, con la quale ho deciso d’intraprendere un percorso che nel partito di Berlusconi sarebbe stato oggettivamente impossibile seguire: la costruzione di una destra nuova partendo da quei valori che, nostro malgrado, sono stati accantonati da questa classe dirigente che ha preferito sposare derive nichiliste e materialiste oggettivamente incongruenti con la nostra visione del mondo. Essere di destra – ha concluso Nardone – non significa scimmiottare il passato, ma manifestare i propri valori attraverso comportamenti positivi, che siano d’esempio agli altri, 365 giorni all’anno. La storia di Francesco Storace , il nostro Segretario, insegna.”

Articolo pubblicato su Il Vostro Giornale del 20 novembre 2012

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A Savona il “rottamatore del centrodestra” Alessandro Nardone

IVG.it – La sezione savonese de La Destra di Storace annuncia che lunedì 19 novembre, dalle ore 18,00, presso l’Hotel Riviera Suisse di Savona, si terrà “La Destra che vorrei”, incontro col giovane “rottamatore del centrodestra” Alessandro Nardone e dibattito aperto a tutti i simpatizzanti di Savona e dintorni. Nardone presenterà anche il suo ultimo libro, omonimo al nome della conferenza, introdotto da Christian De Stefano.

“E’ per noi un gradissimo piacere poter ospitare Nardone a Savona – dichiara il segretario cittadino de La Destra, Andrea Finocchiaro – L’auspicio è che a sentire le sue proposte di rinnovamento non ci siano solo i simpatizzanti de La Destra di Storace ma l’intera base militante del centrodestra savonese. Siamo convinti che il rinnovamento generazionale del centrodestra possa esserci solo se parte dal basso”.

“La nostra intenzione – prosegue Finocchiaro – non è fare uno spot al partito che mi pregio di rappresentare la cui media d’età nell’organigramma provinciale, vorrei comunque ricordare, non supera i 30 anni ma cercare insieme ai nostri possibili alleati una prospettiva comune per battere le sinistre a Savona. Incontri come questo, lontani dagli appuntamenti elettorali, sono essenziali se si ha in animo la solida intenzione di edificare realmente una casa comune e alternativa all’attuale malgoverno. Un’ultima speranza è che detto appuntamento non sia l’ennesimo ritrovo per gli sciacalli del presunto antifascismo da strapazzo savonese che, come nel caso dell’ultima visita di Storace a Savona, non hanno mancato di far capire ai nostri concittadini quale alto grado di democrazia nutrano le loro coscienze”.

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